Genesi 5 - Zampadicapra

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Genesi 5
Gen 5:1 Questo è il libro della discendenza di Adamo. Nel giorno in cui Dio creò l’uomo, lo fece a somiglianza di Dio;
Si fa riferimento alla discendenza di Adamo, in parte se n’è parlato nei vari versetti in (Gen 4), si conferma quindi l’importanza della stirpe. Mi sfugge il senso del resto del versetto, perché ribadire il concetto di “somiglianza” tra uomo e Dio? (cfr. Gen 1:26). La discendenza di Adamo è forse quella di Dio?

2 maschio e femmina li creò, li benedisse e diede loro il nome di uomo nel giorno in cui furono creati.
Qui abbiamo, possiamo dire una sorta di riconferma, di volontà a marcare quanto già ai: (Gen 1:26;27;28). La ragione? Forse semplicemente un fattore estetico.

3 Adamo aveva centotrenta anni quando generò un figlio a sua immagine, secondo la sua somiglianza, e lo chiamò Set.
L’osservazione da me sollevata al (Gen 4:25) potrebbe avere il suo valore, poiché Adamo genera il suo terzo figlio all’età di centotrenta anni, sempre che il tempo all’epoca fosse misurato con gli stessi criteri di oggi. Dubito sia così, penso invece che il narratore a un certo punto, non ne conosco la ragione, pensò di dare un altro figlio ad Adamo, magari a titolo di risarcimento per la perdita di Abele. Nel frattempo, cioè da che nacquero Caino e Abele, con Eva, Adamo avrebbe potuto generare decine di altri figli, giacché la nascita di Set dimostra che Adamo alla veneranda età di centotrenta anni era ancora fertile. Allora, come mai attese tanto per avere un terzo figlio? Contravvenendo in parte il precetto (Gen 1:28) ...e Dio disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi; in tutto questo non possiamo sapere se fosse veramente trascorso molto tempo, dal momento che ignoriamo l’età di Adamo quando Caino e Abele furono concepiti, e poi come accennato in precedenza, che misura poteva a vere il tempo all’epoca dei fatti? Risulta poi singolare l’espressione già nota in (Gen 1:26) ...immagine, secondo la nostra somiglianza...: Dio fece a propria somiglianza Adamo e Adamo Set. In questo a Eva non viene riconosciuto alcun ruolo, neanche quello di madre. Ancora una volta, non l’uomo, ma il maschio viene posto al centro della scena.

4 Dopo aver generato Set, Adamo visse ancora ottocento anni e generò figli e figlie.
 Dunque Adamo visse novecentotrenta anni, e negli anni successivi la nascita di Set mise al mondo altri figli: maschi e femmine. Al momento non sappiamo quanti, di conseguenza non conosciamo i loro nomi. Al (Gen 4:25) sembra che Adamo abbia avuto Set per grazia divina, mentre al presente si fa riferimento a un numero imprecisato di figli e non c’è dato sapere se siano stati partoriti tutti dalla stessa donna, cioè Eva. Perché si riporta il solo nome di Set? È forse di qualità superiore? Si vuole nuovamente lasciare in secondo piano il ruolo della donna, la discendenza si lega al ramo maschile, cosa d'altronde in uso ancora ai giorni nostri, anche se ormai è divenuta più una convenzione.

5 L’intera vita di Adamo fu di novecentotrenta anni; poi morì. Nel versetto precedente e nei successivi, in generale il tema è lo stesso: genitore, Figlio e altri figli, maschi e femmine. Figlio, che a sua volta diventa genitore che genera un Figlio e altri figli e così via. La discendenza passa per un solo nome; il primogenito, versetto dopo versetto con lo stesso schema (dal v. presente al v. 32) Per questo motivo muoverò direttamente a (Gen 6).
6 Set aveva centocinque anni quando generò Enos;
7 dopo aver generato Enos, Set visse ancora ottocentosette anni e generò figli e figlie.
8 L’intera vita di Set fu di novecentododici anni; poi morì.
9 Enos aveva novanta anni quando generò Kenan; 10 Enos, dopo aver generato Kenan, visse ancora ottocentoquindici anni e generò figli e figlie.
11 L’intera vita di Enos fu di novecentocinque anni; poi morì.
12 Kenan aveva settanta anni quando generò Maalalèl;
13 Kenan, dopo aver generato Maalalèl, visse ancora ottocentoquaranta anni e generò figli e figlie.
14 L’intera vita di Kenan fu di novecentodieci anni; poi morì.
15 Maalalèl aveva sessantacinque anni quando generò Iered;
16 Maalalèl, dopo aver generato Iered, visse ancora ottocentotrenta anni e generò figli e figlie.
17 L’intera vita di Maalalèl fu di ottocentonovantacinque anni; poi morì.
18 Iered aveva centosessantadue anni quando generò Enoc;
19 Iered, dopo aver generato Enoc, visse ancora ottocento anni e generò figli e figlie.
20 L’intera vita di Iered fu di novecentosessantadue anni; poi morì.
21 Enoc aveva sessantacinque anni quando generò Matusalemme.
22 Enoc camminò con Dio; dopo aver generato Matusalemme, visse ancora per trecento anni e generò figli e figlie.
23 L’intera vita di Enoc fu di trecentosessantacinque anni.
24 Enoc camminò con Dio, poi scomparve perché Dio l’aveva preso.
25 Matusalemme aveva centoottantasette anni quando generò Lamec;
26 Matusalemme, dopo aver generato Lamec, visse ancora settecentoottantadue anni e generò figli e figlie.
27 L’intera vita di Matusalemme fu di novecentosessantanove anni; poi morì.
28 Lamec aveva centoottantadue anni quando generò un figlio
29 e lo chiamò Noè, dicendo: «Costui ci consolerà del nostro lavoro e della fatica delle nostre mani, a causa del suolo che il Signore ha maledetto».
30 Lamec, dopo aver generato Noè, visse ancora cinquecentonovantacinque anni e generò figli e figlie.
31 L’intera vita di Lamec fu di settecentosettantasette anni; poi morì.
32 Noè aveva cinquecento anni quando generò Sem, Cam e Iafet.
In una discendenza numerosa è la forza della stirpe.
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