Gen 6:7

Zampadicapra
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Gen 6:7

Zampadicapra
Pubblicato da Roberto in Il castigo · 3 Ottobre 2021
7 Il Signore disse: «Cancellerò dalla faccia della terra l’uomo che ho creato e, con l’uomo, anche il bestiame e i rettili e gli uccelli del cielo, perché sono pentito di averli fatti». «Cancellerò dalla faccia della terra... quindi, su tutta la terra, non si possono avere dubbi in proposito. ...l’uomo che ho creato e, con l’uomo... Dio decide di annientare la sua creazione, cioè l’uomo, questa volta però include tutte le altre specie, ha intenzione di fare tabula rasa, compiendo il suo proposito sulla terra non resterà che desolazione. Tutto tornerà come, In principio... (Gen 1:1), non del tutto poiché, come si evince nel presente (v. 7) si limiterà a ripulire la terra solo da ciò che è vivente. Non sarebbe stato più semplice “terminare” Adamo ed Eva, dal momento che già avevano mostrato il loro lato corrotto? Tuttavia, se le cose non vanno proprio come si pensava, anche se di Dio, l’indignazione non deve condurre alla catastrofe. L’uomo è l’uomo, nel bene e nel male, una delle tante specie che agisce secondo la propria natura, natura donatagli dallo stesso Dio. Ammettiamo che l’uomo abbia una qualche colpa, più o meno grave, da espiare attraverso l’annullamento, perché distruggere anche ogni altra forma di vita? Per una ragione a me ignota, c’è sempre chi paga per le colpe degli altri. Questo è uno di quei casi. Già come al (Gen 6:6), Dio si pente di quanto ha creato, riconoscendo di fatto il proprio limite. Perché tale limite? Il limite è forse nella natura del narratore che si cala nella parte di Dio, a esso si sostituisce e attraverso il quale esprime un sentimento intrinsecamente umano?



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