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Gen 6:15 Ecco come devi farla: l’arca avrà trecento cubiti di lunghezza, cinquanta di larghezza e trenta di altezza.
Il leprotto felice

    Ricordo quel giorno con piacere, ma all’epoca ne rimasi stupito. Ero solo un bambino, a mani nude catturai un leprotto, cosa non facile, ancora mi domando come io abbia fatto.
Morbido, lo tenevo tra le mani, sentivo il suo cuore pulsare violentemente, guardava il mondo con occhio spaventato. Paralizzato tremava, ma io non m’avvedevo della tortura che infliggevo al povero animale. S’era certo avvicinato alle gabbie dei conigli per nutrirsi del mangime caduto in terra, e in una di quelle gabbie l’avrei recluso, in quello spazio angusto l’avrei costretto incurante del suo terrore, ignorando il suo disagio, senza capire la sua natura.
Aprii la gabbia e lo posi tra le maglie di metallo. Fu un attimo, la bestiola partì di scatto e cozzò contro la rete, ruzzolò indietro, intontito scosse la testolina e tutto il corpo, si guardava intorno colma di terrore. Pensai il leprotto si fosse rassegnato, che avesse capito. Me ignorante! Ero io incapace di capire, in un modo o nell’altro l’animale sarebbe stato libero. Nel volgere di pochi istanti, l’animaletto colpì nuovamente e innumerevoli volte la rete con violenza crescente. Il musetto si macchiò di sangue. Lesto dischiusi la gabbia e lo liberai.
Turbato vidi il leprotto saettare tra i filari della vigna e scomparire tra l’erba all'ombra delle viti. Non posso dire cosa provasse durante la sua fuga, mi piace pensare che fosse felice.
 
La domanda posta dal primo pessimista della storia (Erodoto), è come possa perire qualcosa che abbia diritto a vivere. Assumendo la morte come dato innegabile, Anassimandro fu costretto a concludere che tale diritto non sussiste affatto.
Anassimandro
Novità
Ogni uomo, pur non sapendolo, è alla continua ricerca di Dio.
Risorgere è possibile, non si muore completamente se il pensiero può sopportare l’eternità.
«Muoviti per Dio! Salta! Allunga quella cazzo di mano!». Volgo gli occhi al cielo: «si sta chiudendo!». Quasi le urlo queste ultime parole.
«Non ce la faccio, non posso, è troppo lontano. Ti prego vieni a prendermi...!». Ha il terrore scolpito in faccia e la voce esce convulsa dalle sue labbra, ora in un soffio incomprensibile.
«Non posso, devi farcela da solo. Lo capisci che non posso, che il vuoto è nella tua testa, sei tu! Lo capisci? Sei tu! È la tua mente. Devi volerlo. Forza salta! Dai non posso più aspettarti. Si sta chiudendo; si chiude per Dio, si chiude». Il grido persiste a lungo sull’ultima vocale, infine affievolisce e muore sulle mie labbra.
«Nooo!» il suo urlo disperato si allontana, sfuma assieme a lui e il tutto svanisce tra i vapori dell’etere.
Incredulo, rimango a guardare il vuoto che s’è creato.
 “La luce esiste!”
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Gen 6:15
Ecco come devi farla: l’arca avrà trecento cubiti di lunghezza...,
Pubblicato da Roberto - 28/11/2021
Gen 6:14
Fatti un’arca di legno di cipresso;
Pubblicato da Roberto - 21/11/2021
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